Casi d'uso Hosting

Se visualizzi il messaggio Internal Server Error eseguendo uno script nella cartella cgi-bin, verifica che siano rispettate queste condizioni:

  • trasferisci gli script via FTP in modalità ASCII o AUTO;
  • imposta i permessi corretti: lo script deve avere permessi 755;
  • controlla la sezione Log errori nel pannello di controllo Hosting, per individuare il punto preciso che ha generato l’errore.

Se anche solo una di queste impostazioni non è corretta, il server restituisce l’errore.

Segui questi passaggi per configurare correttamente il server SMTP:

  • accedi al pannello di amministrazione di PrestaShop;
  • dal menu di sinistra, vai su Parametri avanzati e Email;
  • seleziona l’opzione Imposta parametri SMTP personali (per utenti avanzati);
  • inserisci i seguenti dati:
    • Server SMTP: smtps.aruba.it
    • Nome utente SMTP: casella@nomedominio.ext. Usa una casella email associata al dominio. Se vuoi usare una casella diversa, abilita l'opzione dalla Webmail Aruba.
    • Password: la password della casella email
    • Criptaggio: SSL o TLS
    • Porta: 465 o 587
  • fai un invio di test per verificare che tutto funzioni correttamente.

L’errore 502 Bad Gateway si verifica quando il server su cui è ospitato un sito web non riesce a completare correttamente la richiesta ricevuta dal browser e può dipendere da problemi temporanei, errori nel codice del sito, impostazioni non compatibili o conflitti tra plugin, soprattutto su WordPress.

I codici di errore possono essere:

  • Codici 4XX – errori restituiti dal client. Indicano che il browser invia una richiesta non valida al server.
  • Codici 5XX – errori restituiti dal server. Indicano che il server su cui risiede il sito non è in grado di fornire una risposta valida.

Come risolvere l’errore 502 Bad Gateway

Controlla uno a uno i punti seguenti:

  • Ricarica la pagina web. Prova ad aggiornare la pagina o riavviare il browser, qualche volta si tratta solo di un errore momentaneo.
  • Prova con un browser diverso. Se il sito si apre correttamente su un altro browser, il problema potrebbe dipendere dalla cache, dai cookie o da un’estensione installata.
    Svuota cache e cookie, poi disattiva una alla volta eventuali estensioni e controlla i plugin installati nel browser.
  • Svuota la cache DNS. Se hai cambiato DNS o modificato configurazioni di rete, svuota la cache DNS locale per evitare che vengano utilizzate leimpostazioni precedenti.
  • Controlla la versione di PHP. Se hai cambiato versione PHP di recente, segui la guida per ripristinare la versione precedente dal pannello di controllo e verifica se il sito torna visibile. Dopo ogni modifica, ricarica il sito per verificare se l’errore è stato risolto. L'errore può essere causato da:
    • conflitti tra script PHP;
    • uso di una versione PHP non compatibile;

    • query lente su MySQL;

    • timeout da script CGI.

 

Se usi WordPress: verifica i plugin

Gli errori 502 possono anche essere causati da plugin corrotti o in conflitto, per questo consigliamo di disattivarli.

 

Come disattivare i plugin

Se hai accesso al backend di WordPress

  • accedi alla bacheca;
  • vai su Plugin;
  • disattivali tutti e riattivali uno a uno, per identificare quello che causa l’errore.

 

Se non hai accesso al backend

  • accedi via FTP o File Manager;
  • rinomina le cartelle in wp-content/plugins una alla volta. Per esempio da contact-form-7 a contact-form-7_old.

 

Se sei un utente esperto

Puoi disattivare i plugin direttamente dal database:

  • accedi al pannello mysql.aruba.it con i dati del tuo database;
  • individua il database usato da WordPress (puoi leggerlo dal file wp-config.php);
  • esegui questa query SQL (sostituisci prefix con il prefisso corretto, come wp_):

SELECT option_value FROM prefix_options WHERE option_name = 'active_plugins';

  • vai su Modifica;
  • cancella il contenuto del campo option_value;
  • premi Esegui.

In questo modo tutti i plugin saranno disattivati.

Se le pagine del tuo sito si caricano lentamente, segui la guida per individuare le cause della lentezza e migliorare le prestazioni del tuo sito.

Su Hosting Linux puoi creare una pagina personalizzata per gli errori come 404 – Pagina non trovata, sfruttando le funzionalità del file .htaccess.

Ecco cosa devi fare:

Se stai già usando istruzioni personalizzate nel file .htaccess, rimuovi dal file scaricato la seguente riga per evitare conflitti:

ErrorDocument 401 /errore/errore.php?401

Apri una richiesta di assistenza allegando uno screenshot del messaggio visualizzato sul tuo dispositivo e ricorda di specificare il tipo di dispositivo e sistema operativo usato, così potremo aiutarti più rapidamente.

Come fare uno screenshot

Uno screenshot è un'istantanea dello schermo: una copia di ciò che viene visualizzato in un preciso momento sul computer o su un dispositivo.

Le modalità per catturarlo possono variare in base al tipo di dispositivo e al sistema operativo utilizzato.

Di seguito trovi alcune indicazioni generali. Se hai bisogno di istruzioni più dettagliate, consulta le guide ufficiali del produttore del dispositivo.

  • Windows

Premi il tasto Stamp, in alto a destra della tastiera. Incolla l'immagine in un programma di modifica, come Paint e salvala.
Su alcuni computer portatili, può essere necessario premere anche il tasto Fn insieme a Stamp.

  • Mac

Premi contemporaneamente Comando + Shift + 3. L'immagine viene salvata sul desktop automaticamente.

  • Dispositivi mobili

Su smartphone e tablet, in genere è sufficiente premere contemporaneamente il pulsante di accensione e il tasto Home fisico.

Le immagini catturate vengono salvate nella cartella Immagini/Screenshot.

Il percorso assoluto del dominio sul server Linux è:

/web/htdocs/www.tuodominio.ext/home/

Ad esempio, inserendo un file dal nome nome_file.ext nella radice del dominio, il percorso assoluto è:

/web/htdocs/www.tuodominio.ext/home/nome_file.ext

Per i domini di terzo livello, il percorso assoluto è:

/web/htdocs/nometerzolivello.nomedominio.ext/home/

 

Il percorso assoluto del dominio su server Windows è:

d:\inetpub\webs\nomedominioxxx

Ad esempio, il percorso assoluto del dominio www.prova.it è d:\inetpub\webs\provait
 

Compilare la stringa "nomedominioxxx" sostituendola con il nome del proprio dominio (privo di www) e la sua estensione, senza inserire il carattere "." tra il nome del dominio e l'estensione stessa. Inoltre all'interno di uno script in Php, il carattere "\" va sostituito con "//".

Puoi effettuare un redirect, cioè un reindirizzamento automatico, per portare gli utenti da una pagina del tuo sito a un’altra pagina interna o a un sito esterno, per esempio in caso di manutenzione.

A seconda del tipo di pagina, puoi usare uno dei metodi indicati di seguito. Inserisci il codice all’interno della pagina di default del tuo dominio.

Redirect con meta Tag (pagine .htm, .html, .shtm)

Inserisci il codice tra i tag <head> e </head> della pagina:

<META HTTP-EQUIV=REFRESH CONTENT="1; URL=http://www.aruba.it">
  • il numero 1 indica i secondi di attesa prima del reindirizzamento;
  • sostituisci http://www.aruba.it con l'indirizzo di destinazione.

Redirect con Javascript (pagine .htm, .html, .shtm)

Anche in questo caso, inserisci il codice all’interno dei tag <head>:

<SCRIPT LANGUAGE="Javascript"> <!-- window.location="http://www.aruba.it" //--> </SCRIPT>

Modifica l’URL con la pagina di destinazione desiderata, anche interna al sito.

Redirect con PHP (pagine .php)

Inserisci il seguente codice all’interno della pagina:

<?php
$url = "http://www.aruba.it";
if ($url) {
header("Location: $url");
} else
if($QUERY_STRING) {
header("Location: ".urldecode($QUERY_STRING));
}
else {
echo "Attenzione, l'URL è sbagliato";
}
?>
  • personalizza http://www.aruba.it con l’indirizzo verso cui vuoi reindirizzare;
  • se vuoi che il redirect sia di tipo 301 (Moved Permanently), modifica la riga da header(Location: $url) a header(Location: $url, TRUE, 301).

Il redirect 301 è utile se stai spostando una pagina in modo definitivo e vuoi che i motori di ricerca aggiornino l’indirizzo indicizzato.

No, il dominio è configurato per essere raggiungibile solo con il prefisso www.

Anche se nella barra degli indirizzi inserisci il dominio senza www, viene eseguito automaticamente un reindirizzamento verso la versione con www, quindi l’indirizzo diventa https://www.nomedominio.estensione.

Il redirect verso la versione con www garantisce una configurazione uniforme del dominio e può essere utile anche per motivi di indicizzazione SEO.

L’aggiornamento del sistema operativo non modifica la versione di PHP attualmente in uso sul tuo dominio: rimane invariata.

Per verificare l’IP di appartenenza del tuo dominio, puoi utilizzare il comando nslookup.

Ecco come fare:

  • apri il Prompt dei comandi; 
  • digita il comando nslookup seguito dal nome del dominio nella forma www.nomedominio.ext e premi Invio. Esempio di comando: nslookup www.nomedominio.ext

Sostituisci www.nomedominio.ext con il nome del tuo dominio.

Il sistema ti mostrerà l’indirizzo IP associato.

Ricorda di includere sempre il prefisso www per ottenere il risultato corretto.

Se utilizzi un servizio Hosting condiviso, non puoi raggiungere il tuo sito digitando solo l’indirizzo IP del server nella barra del browser.

Questo perché tutti i siti ospitati sul server condividono lo stesso indirizzo IP, e vengono distinti solo tramite l’header HTTP associato al nome di dominio.

Per questo motivo, il sito è accessibile solo digitando l’URL completa, come ad esempio www.nomedominio.ext.

La risoluzione del dominio è essenziale per indirizzare correttamente la richiesta al tuo sito.

Se invece utilizzi un Server Dedicato, puoi configurare liberamente il servizio web e associare un indirizzo IP o una porta specifica al tuo sito. In questo caso è possibile accedere al sito anche digitando direttamente l’IP, se correttamente configurato.

Sì, puoi automatizzare l’invio delle immagini catturate dalla webcam utilizzando il client FTP integrato nel software della webcam oppure un client FTP esterno con funzionalità avanzate di pianificazione.

Per farlo, imposta un intervallo di invio non inferiore a 60 secondi tra un’immagine e la successiva.

Se imposti intervalli troppo brevi, l’indirizzo IP viene bloccato automaticamente dal server FTP per motivi di sicurezza.

Sì, puoi eseguire sia il ping che il traceroute verso un dominio in Hosting, utilizzando una qualsiasi connessione a internet.

Questi comandi ti permettono di:

  • Ping: verificare se il dominio risponde e controllare i tempi di risposta.
  • Traceroute: analizzare il percorso di rete seguito dalla richiesta fino al server.

Puoi utilizzare strumenti integrati nel tuo sistema operativo oppure strumenti online dedicati.

Per aiutare Google a scoprire e indicizzare le pagine del tuo sito, puoi generare e inviare una sitemap in formato .xml.

1. Carica la sitemap sul sito

  • genera il file sitemap.xml con un generatore online o tramite il tuo CMS;
  • salva il file sul tuo computer;
  • caricalo nella directory principale del tuo sito (root), ad esempio con un client FTP, in modo che sia raggiungibile da https://www.nomedominio.estensione/sitemap.xml.

Se la sitemap si trova in una sottocartella, Google potrebbe non considerare validi gli URL esterni a quella cartella. Posizionala sempre nella root, se contiene URL di tutto il sito.

 

2. Verifica il dominio su Google Search Console

  • vai su Google Search Console;
  • se non l’hai già fatto, aggiungi il tuo sito e verifica di essere il proprietario.

La verifica può avvenire tramite DNS, tag HTML, file .html da caricare sul sito o con metodi alternativi.

 

3. Invia la sitemap a Google

Una volta verificato il sito:

  • accedi alla proprietà del sito in Search Console;
  • dal menu a sinistra, seleziona Sitemap;
  • inserisci il percorso completo del file sitemap, per esempio: https://www.nomedominio.estensione/sitemap.xml;
  • premi Invia.

Google controllerà la struttura e ti notificherà eventuali errori.

 

Suggerimento aggiuntivo

Puoi anche indicare la tua sitemap nel file robots.txt inserendo la riga seguente.

Sitemap: https://www.nomedominio.ext/sitemap.xml

Questo aiuta i crawler a trovarla automaticamente.

 

L’invio della sitemap non garantisce che tutte le pagine vengano indicizzate, ma aiuta Google a trovare più facilmente i contenuti.

Per maggiori dettagli consulta la sdocumentazione ufficiale di Google.

Se utilizzi un servizio Hosting condiviso, puoi aprire connessioni solo attraverso le porte standard previste per motivi di sicurezza.

Ecco l’elenco completo delle porte abilitate:

  • HTTP/HTTPS porte TCP 80 e 443
  • FTP active mode porte TCP 20 e 21
  • FTPS porta 990
  • WHOIS porta TCP 43
  • DNS su TCP porta TCP 53
  • SMTP porte TCP 465 e 587
  • POP3s e IMAPs porte TCP 993 e 995
  • ICMP (ping)
  • SMTP: porta TCP 25 abilitata solo verso i server di posta Aruba e Actalis
  • MySQL e MSSQL: porte TCP 3306 e 1433 verso database attivati in hosting Aruba, Server Dedicati o Cloud presso i datacenter Aruba
  • Servizio notifiche Push Apple porte TCP 2195 e 2196, classe indirizzi di Apple 17.0.0.0/8.

 

Non è possibile aprire porte aggiuntive o personalizzate nei servizi Hosting condiviso.

Se hai bisogno di configurare liberamente apertura e chiusura delle porte, scegli un servizio come Server Dedicati Aruba o Cloud Aruba.

No, in Hosting Windows non è possibile disabilitare la funzionalità di Basic Authentication né configurarla diversamente.
L'impostazione è bloccata a livello di configurazione server e non è gestibile né tramite Pannello di Controllo né tramite interventi lato codice.
Non è quindi possibile effettuare una sovrascrittura del parametro attraverso configurazioni applicative o modifiche al codice.
Per eventuali esigenze differenti è necessario valutare soluzioni alternative come i server dedicati.