1. Prepara la configurazione del banner
Prima di lavorare su Google Tag Manager, fai un controllo rapido nel pannello. Questo passaggio evita molti problemi dopo.
Vai nella sezione Cookie e verifica che sia attivo il template Google Ready. È la configurazione più allineata agli standard richiesti oggi da Google e dal framework IAB, quindi rappresenta il punto di partenza corretto.
In concreto, questa impostazione ti permette di:
- rispettare le normative applicabili;
- trasmettere correttamente i segnali di consenso ai servizi Google;
- mantenere il funzionamento di analytics e campagne advertising.
Se questa parte non è configurata bene, anche una corretta installazione su Google Task Manager rischia di non funzionare come previsto.
2. Installa il template CMP in Google Tag Manager
Dopo che hai sistemato la configurazione lato pannello, puoi passare a Google Tag Manager.
Qui il consiglio è semplice: utilizza sempre il template ufficiale. Le soluzioni manuali spesso sembrano più veloci, ma creano problemi nel tempo.
Per installare questo template:
- vai nella sezione Modelli;
- entra nella Galleria di ricerca;
- cerca LegalBlink CMP;
- seleziona Aggiungi all’area di lavoro.
Dopo questi passaggi, vedrai il template tra i tag configurabili del tuo container e potrai utilizzarlo senza dover scrivere codice manuale.
3. Configura il tag del banner
A questo punto puoi creare il tag vero e proprio. La configurazione è piuttosto lineare, ma ci sono alcuni elementi che non puoi sbagliare.
In particolare:
- inserisci correttamente il license-id;
- seleziona le opzioni richieste nella schermata iniziale;
- lascia le altre impostazioni predefinite;
- seleziona Non è necessario un consenso aggiuntivo.
Questa configurazione è pensata per funzionare in automatico con il Consent Mode, evitando interventi manuali più complessi.
4. Imposta il trigger corretto
Questa è la parte più importante di tutta la configurazione.
Per configurare il trigger:
- vai nella sezione Attivazione del tag;
- seleziona Consent Initialization – All Pages. Questa scelta non è opzionale. Serve a garantire che il banner venga eseguito prima di qualsiasi altro script presente nel sito.
Se il timing non è corretto, possono verificarsi problemi come:
- mancata visualizzazione del banner;
- consensi non aggiornati;
- tracciamenti non funzionanti o incoerenti.
Nella maggior parte dei casi, quando qualcosa non funziona, il problema è proprio qui.
5. Pubblica il container
Dopo che hai completato la configurazione, puoi pubblicare.
Non ci sono passaggi complessi, ma è importante non dimenticare l’ultimo step:
- seleziona Salva;
- vai su Invia;
- pubblica il container.
Dopo la pubblicazione, controlla sempre che il banner venga caricato correttamente e che le scelte dell’utente vengano rispettate.
Come evitare errori comuni
Molti problemi nascono da configurazioni fatte “a metà” o da soluzioni improvvisate.
Per evitare complicazioni, fai attenzione a questi errori tipici:
- utilizzare tag HTML personalizzati per caricare il banner;
- impostare trigger diversi da Consent Initialization – All Pages;
- inserire un license-id errato o mancante;
- combinare più modalità di installazione (GTM + codice nel sito);
- non gestire correttamente il momento di esecuzione del banner.
Evitare questi errori significa risparmiare tempo e, soprattutto, evitare problemi di conformità e di tracciamento.