LegalBlink Accessibilità: come adeguarsi alla normativa sull’accessibilità dei siti web

Come conoscere la normativa applicabile

In Italia, l’accessibilità dei siti web è disciplinata da un insieme articolato di norme nazionali ed europee.


Le principali fonti sono:

  • Legge n. 4/2004 (“Legge Stanca”): introduce gli obblighi di accessibilità per i siti della Pubblica Amministrazione;
  • Direttiva UE 2016/2102: stabilisce requisiti di accessibilità per siti web e app delle PA;
  • Decreto-legge n. 76/2020: estende alcuni obblighi anche a soggetti privati di grandi dimensioni;
  • Direttiva (UE) 2019/882 (European Accessibility Act): amplia l’ambito ai servizi e prodotti digitali nel settore privato;
  • Decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82: recepisce in Italia l’Accessibility Act;
  • Linee guida AGID: definiscono i requisiti tecnici basati sugli standard WCAG 2.2 (livello minimo AA).

 

Il quadro normativo è in continua evoluzione e richiede aggiornamenti costanti sia sotto il profilo legale sia tecnico.

Come distinguere le principali direttive

Le due principali direttive europee hanno ambiti diversi e spesso vengono confuse.


Direttiva UE 2016/2102:

  • riguarda esclusivamente siti web e app della Pubblica Amministrazione;
  • mira a garantire accessibilità ai servizi pubblici digitali.

 

Direttiva (UE) 2019/882:

  • si applica anche alle imprese private;
  • copre prodotti e servizi digitali come ecommerce, servizi bancari e sistemi di pagamento;
  • è pienamente applicabile dal 28 giugno 2025.

 

In sintesi, la prima riguarda il settore pubblico, mentre la seconda estende gli obblighi al settore privato.

Perché rispettare l’accessibilità digitale

La normativa nasce per garantire un accesso equo ai contenuti digitali a tutte le persone, comprese quelle con disabilità.


L’accessibilità:

  • elimina barriere digitali;
  • migliora l’esperienza utente;
  • rappresenta un diritto riconosciuto a livello internazionale;
  • riduce il rischio di contenziosi e sanzioni.

 

Adeguarsi non è solo un obbligo, ma anche un elemento di qualità e inclusione.

Come adeguare sito web e servizi digitali

Per rispettare la normativa, è necessario adottare specifiche misure tecniche e organizzative.


I siti devono essere conformi ai principi WCAG:

  • percepibilità: contenuti accessibili anche a utenti con disabilità sensoriali;
  • operabilità: navigazione possibile anche da tastiera;
  • comprensibilità: informazioni chiare e facilmente leggibili;
  • robustezza: compatibilità con tecnologie assistive.

 

Inoltre, è necessario:

  • effettuare un’autovalutazione di accessibilità;
  • pubblicare la dichiarazione di accessibilità aggiornata;
  • prevedere strumenti che migliorino l’esperienza utente (es. regolazione contrasto o dimensione testo);
  • monitorare nel tempo la conformità del sito.

A chi si applica la normativa

Gli obblighi si applicano a diverse categorie di soggetti:

  • Pubbliche amministrazioni;
  • enti che forniscono servizi pubblici;
  • grandi aziende private che offrono servizi digitali;
  • imprese che rientrano nei settori disciplinati dall’Accessibility Act (es. ecommerce, servizi finanziari, telecomunicazioni).

Le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro) possono beneficiare di alcune esenzioni previste dalla normativa europea.

Quali sono sanzioni e rischi

Il mancato rispetto degli obblighi può comportare conseguenze rilevanti:

  • sanzioni amministrative;
  • ordini di adeguamento da parte delle autorità;
  • danni reputazionali.

Per le imprese, le sanzioni possono variare indicativamente da 5.000 euro fino a 50.000 euro, in base alla gravità della violazione.


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è competente per la vigilanza e l’applicazione delle sanzioni nei confronti dei soggetti privati.

Conclusioni

L’accessibilità dei siti web rappresenta un obbligo normativo sempre più centrale nel contesto digitale.


Adeguarsi significa:

  • rispettare la legge;
  • evitare sanzioni;
  • offrire un’esperienza inclusiva;
  • migliorare la qualità complessiva del servizio digitale.

Un approccio strutturato e continuo consente di mantenere la conformità nel tempo e ridurre i rischi legali.

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